«Preferisci sesso mattutino o notturno?». Sembra una domanda da gioco di coppia, ma ha un risvolto meno banale del previsto: il momento in cui desideriamo maggiormente l’intimità non coincide sempre con quello in cui finiamo davvero per averla. Cronotipo, lavoro, sonno, disponibilità del partner e abitudini quotidiane possono spostare parecchio le lancette dell’orologio del desiderio.

Uno studio pubblicato nel 2025 su Chronobiology International, condotto su 100 coppie eterosessuali non conviventi, ha trovato una correlazione tra i partner nell’orario di massimo desiderio e in quello dell’attività sessuale. Eppure, indipendentemente dal cronotipo, la fascia in cui uomini e donne dichiaravano più frequentemente di avere rapporti era quella tra le 21 e mezzanotte. Gli autori suggeriscono che gli impegni sociali e quotidiani possano contribuire ad allineare gli orari della coppia. citeturn0search0

Il desiderio e l’agenda non usano sempre lo stesso orologio

La sera ha un vantaggio molto poco misterioso: spesso è semplicemente il momento in cui due persone sono finalmente nello stesso posto e senza una riunione tra dieci minuti. Già uno studio che aveva seguito gli orari reali dei rapporti per tre settimane aveva osservato una concentrazione intorno all’ora di andare a letto, indicando lavoro, obblighi familiari e disponibilità del partner tra le spiegazioni principali. citeturn0search5

Questo non significa che il mattino sia fuori gioco. Uno studio del 2014 su 565 persone rilevava differenze legate al cronotipo e al genere: nelle donne il picco principale del desiderio emergeva tra le 18 e mezzanotte, con un secondo picco mattutino tra le 6 e le 9 nelle donne più mattiniere. Negli uomini comparivano invece finestre di desiderio sia mattutine sia serali, con variazioni a seconda del cronotipo. L’attività sessuale effettiva, però, si concentrava ancora una volta soprattutto tra le 18 e mezzanotte. citeturn0search1

Mattinieri e nottambuli possono desiderarsi a orari diversi

Il concetto chiave è il cronotipo: in parole semplici, la nostra tendenza a essere più attivi presto oppure tardi nella giornata. Non determina meccanicamente quando avremo voglia di sesso, ma può influenzare le preferenze. E quando due partner hanno orologi molto diversi, trovare il momento ideale per entrambi può diventare una piccola questione di sincronizzazione.

In uno studio su 91 coppie eterosessuali, una minore distanza tra gli orari sessuali preferiti dei partner era associata a una maggiore soddisfazione sessuale. Un’altra ricerca, più piccola e trasversale, su 32 coppie ha trovato maggiore soddisfazione sessuale e migliore qualità del sonno nelle coppie con cronotipi simili rispetto a quelle con cronotipi differenti. Sono risultati interessanti, ma non una ricetta universale: soprattutto il secondo studio ha un campione ridotto e non dimostra che basti avere lo stesso cronotipo per stare meglio insieme. citeturn0search4turn0search3

Quindi meglio appena svegli o prima di dormire?

La risposta scientificamente meno spettacolare è anche quella più sensata: dipende dalle persone. Il mattino può piacere perché si arriva da ore di riposo, non si è ancora stati travolti dalla giornata e l’intimità può diventare un modo decisamente piacevole di iniziarla. La sera, invece, offre più spesso tempo condiviso, privacy e la possibilità di lasciarsi alle spalle gli impegni.

La domanda diventa allora interessante proprio quando due risposte non coincidono. Se uno è entusiasta alle sette del mattino mentre l’altro considera già eroico riuscire ad aprire entrambi gli occhi, non c’è necessariamente incompatibilità: c’è un orario da negoziare. E lo stesso vale per chi alle undici di sera vorrebbe solo dormire accanto a un partner che proprio in quel momento si sente al massimo della forma.

Più che stabilire se vinca l’alba o la notte, gli studi suggeriscono quindi qualcosa di molto quotidiano: il desiderio ha i suoi ritmi, ma una relazione ne ha almeno due. Il momento migliore può essere semplicemente quello in cui entrambi hanno voglia, tempo ed energia. Il resto è una questione di sveglie, abitudini e, ogni tanto, di saper cambiare programma.